Wyse Technology è l’azienda che nel 1995, con la linea di prodotti Winterm, ha inventato il terminale Windows, elemento che ha poi assunto nel tempo la denominazione merceologica di ‘thin client’.
L’azienda (fondata nel 1981 a Taiwan, in anni recenti trasferitasi in California) era all’epoca tra i maggiori produttori mondiali di terminali a caratteri (i famosi ‘terminali a fosfori verdi’), ed aveva dunque una grande conoscenza nell’ambito della progettazione di terminali, elemento che le ha sicuramente fornito un importante vantaggio competitivo.
Il fatto di essere un’azienda monoprodotto, essendo focalizzata per intero sulla produzione di thin clients e su ciò, come software, servizi ed accessori, che gli ruota attorno, assieme al fatto di essere partiti per primi, acquisendo dunque un notevole vantaggio tecnologico, consente a Wyse di essere il leader incontrastato di mercato, dal momento della nascita del mercato stesso, con una quota che attualmente viaggia intorno al 40 %.
I terminali Windows hanno goduto di una notevole crescita tecnologica dal momento della loro nascita, ed attualmente possono essere utilizzati in praticamente ogni situazione, a parte qualche rara ed inevitabile eccezzione.
Dall’iniziale supporto per le stampanti si è passati via via al supporto per chiavette USB, dischi e lettori DVD esterni, lettori di smart card. Nelle versioni con Sistema operativo Microsoft Windows XP Embedded è anche possibile gestire gli scanner (accoppiando il terminale a Citrix Presentation Server).
Le funzionalità del terminale dipendono anche dal Sistema operativo montato dal terminale stesso, ed anche in questo caso la presenza di molteplici piattaforme operative, che vedremo nel dettaglio più avanti, offre al mercato una gamma molto vasta di potenzialità: la scelta del terminale corretto per le proprie esigenze, in sostanza, richiede oramai un certo impegno.
Vediamo nel dettaglio l’offerta di Wyse.
Per orientarci con più facilità nella gamma dei modelli Winterm (denominazione che oramai racchiude l’intera produzione di terminali Wyse, e dunque viene a volte omessa), notiamo che i nomi dei modelli sono composti da tre caratteri, una lettera più due cifre, più un eventuale suffisso.
La lettera indica la cosiddetta ‘piattaforma’ hardware, come la definisce Wyse, basandosi sostanzialmente sulle capacità di supporto grafico del terminale. La lettera ‘S’ indica una piattaforma ‘standard’; la lettera ‘V’ indica una piattaforma ‘avanzata’, che presenta, dipendendo dai modelli, supporto del doppio monitor e uscite DVI anziché VGA.
Le due cifre rappresentano invece il Sistema operativo montato dal terminale. I terminali di tipo ‘10’ montano Wyse Thin OS, un S.O. proprietario Wyse che presenta funzionalità di base, comprendenti i soli protocolli ICA ed RDP, che rendono questi terminali i più economici; i terminali di tipo ‘30’ montano MS Windows CE, quelli di tipo ‘50’ montano Linux, e per finire quelli di tipo ‘90’ montano MS Windows XP Embedded.
La combinazione di piattaforma e Sistema operativo porta ad avere otto linee base di terminali (S10, V10, S30, V30, S50, V50, S90, V90), per ciascuna delle quali ci possono essere più modelli.
Come si accennava in precedenza, questa molteplicità di gamma implica anche una molteplicità di funzionalità distinte e il fatto che il terminale adatto alle proprie esigenze vada scelto con attenzione. Ad esempio, i terminali di tipo ‘10’ non montano il browser, e dunque non possono essere utilizzati per accessi a farm Citrix basate sulla Web Interface; quelli di tipo ‘50’, sempre per fare un esempio fra tanti, possiedono l’emulazione ‘X Window’, che può essere utile nel caso in cui, oltreché a server Citrix o Terminal server, occorra accedere direttamente a server Unix o Linux.
Da segnalare, infine, l’ultima arrivata, l’X90, che rappresenta una linea di thin clients notebook molto interessante.
Nell’Area Download, nella sezione dedicata a Wyse (sotto ‘Documenti Utili’), c’è un documento che riporta, mettendole a confronto, le caratteristiche dei vari terminali.
Le tastiere non sono comprese nel costo del terminale, ma sono considerate accessori, in quanto è possibile montare qualunque tipo di tastiera non Wyse. E’ preferibile tuttavia montare queste ultime, in quanto il mouse in dotazione ai terminali è un mouse PS/2, che va attaccato alla porta appositamente prevista sulla tastiera Wyse, in quanto non presente sul terminale. Se non si utilizza una tastiera Wyse, dunque, il mouse in dotazione diventa inutilizzabile, ed occorre dedicare una delle porte USB ad un mouse da aggiungere separatamente.
A parte le tastiere, sono presenti una serie di accessori che rendono ancora più funzionale l’uso dei terminali, allargandone ulteriormente la gamma di applicabilità, come ad esempio la scheda di rete wireless esterna (via USB), i cavi di conversione da USB a seriale o parallela ed il kit di montaggio a muro o sul retro dei monitor LCD.
Farebbero parte degli accessori, a rigor di logica, anche gli add-on software, che però trattiamo nell’apposita sezione qui sotto.
Ci sono due tipi di software legati all’ambiente Wyse, i software esterni ai terminali, che gestiscono diverse funzionalità del parco installato, e i software da installare come add-on sui terminali, che si configurano come dei veri e propri accessori, come si diceva prima.
Fa parte del primo tipo il software Wyse Device Manager (WDM), un tool che consente di gestire il parco installato di terminali, molto utile in situazioni dove i terminali sono in numero cospicuo. WDM consente di gestire gli upgrade del firmware e del software installati su ciascun terminale, e di disporre con estrema semplicità di un quadro completo dell’installato.
Il secondo gruppo comprende ad esempio l’add-on Office Viewers, che consente di visualizzare in locale sul terminale, in quelle situazioni in cui può essere necessario, documenti MS Word, MS Excel, MS Powerpoint e PDF.
Per concludere, segnaliamo che Wyse è pienamente attiva nell’iniziativa Virtual Desktop Infrastructure (VDI), che ha visto molti tra i maggiori player mondiali dell’informatica (VMware, Citrix, Fujitsu, HP, IBM, Wyse stessa e molti altri) definire una nuova architettura di accesso al desktop da parte dell’utente, dove l’utente stesso non lavora più su un Sistema operativo installato sul proprio PC locale, bensì su un ‘desktop virtuale’ che risiede in un datacenter e che viene scaricato sul client locale nel momento in cui l’utente lo accende. Con la VDI, in sostanza, si aggiunge alla virtualizzazione dei server anche la virtualizzazione dei client.
E’ chiaro che in quest’ottica i thin clients giocano un ruolo fondamentale (che bisogno ho di installare un PC, se lavoro su un desktop virtuale scaricato da un datacenter?), e Wyse, con le linee S10 e V10, supporta pienamente questa architettura, per la quale, è chiaro, occorre predisporre l’adeguata infrastruttura a livello centrale.