Centro Registrazione Dati (CRD) è una cooperativa, basata a Carcare (SV), che svolge funzioni di data entry avanzate per committenti come ASL, Comuni, Banche, Società assicuratrici, ecc.
Le operatrici e gli operatori di CRD scorrono a video le immagini digitalizzate con scanner professionali di ricette mediche, moduli ICI, documenti assicurativi, moduli F24, ecc., confrontando i valori individuati dal software OCR nelle immagini digitalizzate con quanto vedono a video coi propri occhi: se i valori sono gli stessi il campo viene accettato, in caso contrario il valore viene modificato manualmente. L’unione del software OCR con l’intervento umano velocizza enormemente le operazioni, fornendo al tempo stesso la migliore affidabilità dei dati possibile. Ogni settimana quintali di carta raggiungono la sede di CRD, dove vengono digitalizzate e date in pasto a operatori e operatrici, per essere restituite al committente sotto forma di record di database, tabulati ed elaborazioni statistiche.
Ora, non occorre vivere in megalopoli asiatiche o metropoli europee per trarre vantaggio dal telelavoro. Carcare non è Tokyo né Londra, è una graziosa cittadina della Val Bormida, e la Val Bormida non è la vicina Riviera delle Palme agostana, afflitta da traffico ipercongestionato.
Tuttavia, molti operatori e operatrici vivono fuori Carcare, ed anche abitare a solo 15 kilometri di distanza significa sobbarcarsi 30 kilometri al giorno di macchina o di corriera. Se teniamo conto che qui d’inverno la neve è abbastanza frequente e che alcuni operatori abitano a 40 kilometri da Carcare, si capisce come i dirigenti di CRD si siano mossi con decisione in direzione del telelavoro.
Avendo individuato la soluzione Citrix come quella di riferimento, nell’Autunno 2006 i dirigenti CRD, dopo aver sondato il terreno con vari interlocutori, hanno individuato in Jonassohn il partner tecnologico migliore per affrontare la problematica.
Jonassohn, che già proveniva da decine di esperienze nell’ambito dell’accesso remoto sicuro, ha presentato a CRD, che già la conosceva e condivideva in pieno la proposta, una soluzione basata su Citrix Access Gateway, l’appliance che fornisce il miglior modo per accedere da remoto a sessioni Citrix protette dal protocollo SSL. Oltre che realizzare la farm Citrix ed interfacciarla al mondo esterno tramite l’Access Gateway, Jonassohn ha anche fornito lo storage (un EMC Clariion AX150I) per sostenere le necessità aziendali, a fronte di una crescita dei dati di circa 30 GB al mese. Jonassohn ha inoltre configurato nella farm Citrix l’ambiente RES PowerFuse, il prodotto software che, mettendo a disposizione degli amministratori di sistema un unico cruscotto dal quale assegnare permessi ed autorizzazioni agli utenti, distribuire applicazioni, ecc., consente di mantenere sotto controllo e modificare con semplicità il desktop di ciascun singolo utente, operazione altrimenti molto onerosa.
Ma, soprattutto, l’azione di Jonassohn si è meglio esplicitata nel paziente lavoro di analisi e rifinitura delle problematiche spicciole che man mano che il sistema andava a regime si presentavano.
Il sistema realizzato, difatti, presentava problematiche particolari e non semplici da affrontare. Il fulcro del lavoro di operatrici e operatori, abbiamo visto, è basato sullo scorrimento a video di immagini relativamente pesanti, e questo scorrimento deve essere anche veloce. Ora, mantenere velocità ed efficienza su connessioni remote, in condizioni del genere, non è facile: sappiamo che l’ambiente Citrix va tarato adeguatamente se deve lavorare con grafica ed immagini.
Per giunta, CRD operava con una linea ADSL a banda non molto elevata, e nessun operatore delle comunicazioni era in grado di fornire linee alternative o aumentare la banda esistente, ciò nonostante Carcare faccia parte di una zona industriale relativamente sviluppata, incentrata sulla vicina Cairo Montenotte.
Jonassohn ha eseguito un lungo lavoro di monitoraggio delle varie applicazioni utilizzate, per capire quando una problematica incontrata era riferibile all’ambiente Citrix e quando invece era riferibile ad un applicativo che si comportava male, intervenendo in un caso tarando l’ambiente Citrix, e nell’altro collaborando con la software house per eliminare o ridurre il problema.
Inoltre, sfruttando la preziosa e fattiva collaborazione di Andrea Giuliani, il responsabile di progetto di CRD, il quale aveva ovviamente più facilità ad operare sul campo, si è arrivati alla taratura ottimale dei client sul territorio.
Attualmente, mentre diversi operatrici e operatori continuano a lavorare presso la struttura di CRD a Carcare, i telelavoratori sono 15.